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Without a backpack for School Communities
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Convegno delle scuole SENZA ZAINO Città del teatro, Cascina, Pisa Sabato 16 giugno 2012

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TI DO UNA NOTA

Oltre la disciplina: la responsabilità, la comunità, l’ospitalità per cambiare la scuola

Ti do una nota si dice nella scuola tradizionale. E questo modo di dire allude al registro che viene utilizzato per sanzionare il comportamento inadeguato, la cosiddetta indisciplina. La nota viene data alla scuola primaria, ma anche alle medie e alle superiori. Viene messa sul quaderno e a volte è richiesta la firma dei genitori. Non è un affare che riguarda l’alunno e il docente. Implica anche terzi. In questo caso i genitori. Sì, perché in tal modo tre adulti alleati potranno avere maggiore effetto. La nota poi viene messa in piazza: tutti i compagni sanno chi l’ha presa. Ti do una nota! grida l’insegnante esasperato.

 

Ti do una nota allora sottende la struttura dualistica del prima e del poi. “Prima calmiamo le acque e poi possiamo navigare”. Che vuol dire: prima troviamo i sistemi per regolamentare e tenere la classe, poi finalmente possiamo insegnare, l’ordine è stato instaurato. Tutti fermi, i corpi anestetizzati, ognuno per conto suo. Ti do una nota dice in definitiva “non ho fiducia in te” e dice anche che a scuola si è soli e che puoi essere stigmatizzato, emarginato, messo alla berlina.

 

Eppure Ti do una nota potrebbe essere qualcosa di diverso. Ti do per esempio il DO per iniziare a creare la tua musica. Ti do una nota nel senso che ti porgo qualcosa di bello: la possibilità di esprimere i tuoi talenti, la tua differenza. Una nota, che essendo musica e dunque arte, incontra l’interezza, la globalità, della tua persona. Ti do una nota nel senso ulteriore che ora la responsabilità passa a te, è nelle tue mani: con quella nota puoi esprimerti, puoi partire, svolgerti, creare una sinfonia. Ti do una nota non è più una minaccia, ma un dono: è uno stimolo, un’occasione che sta alla tua libertà e intelligenza accogliere e costruire.

 

E se ti do il LA allora si capisce che è necessario l’accordo. L’accordo tra note e strumenti che diventa accordo tra persone. Una nota che mette insieme – d’accordo appunto - l’orchestra: differenti strumenti per un’unica musica. Persone diverse per un progetto comune. Qualcosa di globale anche qui, che unisce e che per questo diventa straordinario.

 

Ti do una nota allora dice non solo “ho fiducia in te”, ma si fa anche invito a fare comunità.

Clicca su leggi tutto per il programma e il modulo di adesione ...

Appunti di Marco Orsi

 

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Without a Backpack: 10 points for effective learning

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In our schools we don’t use the backpack.  The students get a little bag only to do homework. The backpack is not necessary because the school is well organised.  Into the classroom we can find a lot of didactic materials, computers, books, encyclopaedias, didactic games, art tools.  The space is organised with tables, special furniture, visual communication. All the things are useful for a really effective learning.  This kind of learning is focused on a typical method: the Global Curriculum Approach.

The curriculum has ten features:

1.         the children’s autonomy and responsibility affect based proficiency learning

2.         the problem – solving helps the student in the construction of knowledge

3.         the focus on body and senses develops the whole child

4.         the differentiated instruction considers the multiple intelligences and the differences in every child

5.         both students and teachers are involved in the school planning

6.         the teachers work in a professional community where they share best practices

7.         several didactic tools develop several ways of teaching

8.         well – organised spaces nourish the autonomy and responsibility

9.         the parents’ participation supports the school engagement

10.       the authentic assessment fosters students’ improvement

Come si lavora concretamente in una scuola Senza Zaino

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Un gesto concreto e simbolico

In tutto il mondo gli studenti utilizzano lo zaino per  portare a scuola e riportare a casa il proprio materiale come libri, quaderni, penne, matite, gomme, forbici, squadre e righe, colori ecc.  La cosa per la verità è un po’ strana.  Nessuno si è mai domandato perché qualsiasi lavoratore trova i propri strumenti del mestiere sul posto di lavoro e invece gli studenti no.  In effetti lo zaino comunica un senso di precarietà e di inadeguatezza, non a caso è stato inventato per gli alpinisti e per i soldati con il chiaro scopo di affrontare luoghi inospitali.

E' così che un nutrito gruppo di scuole ha deciso di metterlo in disparte.Si è trattato di un gesto reale,perchè gli studenti hanno ora una cartellina leggera per i compiti a casa,mentre le aule vengono arredate con mobilio e materiali didattici avanzati;ma è anche un gesto simbolico in quanto le pratiche e le metodologie vengono innovati in relazione a tre valori.

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VIDEOS AGENCY ANSAS ex INDIRE

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The videos were produced for the Development of National dall''Agenzia INDIRE former collaboration with the network of institutions without a Backpack.

 

Without a Backpack for the Community School
Interview with Marco Orsi - responsible WB project


Experience WB in the Montemignaio School
Interview whit Graziella Bruni Headmaster

Interview whit Patrizia Matini
Headmaster I.C. Arcidosso (GR)

 

 

WITHOUT A BACKPACK VIDEOS

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